Cataratta

La cataratta consiste nella perdita della trasparenza del cristallino, la lente dell’occhio che consente di mettere a fuoco le immagini provenienti dal mondo esterno.

I sintomi più comuni della cataratta sono:

  • annebbiamento della vista
  • maggiore sensibilità alla luce
  • necessità di cambio frequente degli occhiali
  • visione sdoppiata
  • necessità di luce più intensa per la lettura
  • scarsa visione notturna
  • percezione meno luminosa e più sbiadita dei colori

Cristallino opacizzato

Iride coperta dall'opacizzazione del cristallino

Quando operare la cataratta?

L’intervento chirurgico è l’unico metodo per la rimozione della cataratta. Non esistono medicinali, integratori alimentari, esercizi o occhiali in grado di prevenire o curare la cataratta. L’intervento deve essere preso in considerazione quando la cataratta provoca un calo della vista tale da pregiudicare il comune svolgimento delle attività quotidiane.

La moderna chirurgia della cataratta consente di asportare il cristallino naturale che si è opacizzato e di sostituirlo con una lente artificiale trasparente. L’intervento chirurgico viene comunemente eseguito mediante una tecnica ad ultrasuoni (chiamata Facoemulsificazione) che prevede prima la frammentazione e poi l’aspirazione del cristallino. Più recente è l’impiego del laser a Femtosecondi (disponibile presso il nostro centro) con lo scopo di aumentare la precisione e la sicurezza dell’intervento chirurgico.

Come si svolge l’intervento?

Si crea un’incisione millimetrica (tra 1,8 e 2,4 mm) di dimensioni e forma tali da non richiedere, nella maggior parte dei casi, punti di sutura. Il laser a Femtosecondi esegue un’apertura circolare di diametro prestabilito sulla faccia anteriore del cristallino naturale, detta capsuloressi, altrimenti realizzata manualmente. La parte centrale del cristallino viene quindi frammentata o con tecnica ad ultrasuoni o mediante laser a femtosecondi; i frammenti del cristallino vengono quindi aspirati mantenendo integra la capsula posteriore, struttura che fa da sostegno alla lente intraoculare che viene impiantata. L’intera procedura dura in media dai 10 ai 15 minuti e nella maggior parte dei casi in anestesia topica, ottenuta con l’instillazione di gocce anestetiche.

Decorso postoperatorio

L’intervento di cataratta in anestesia topica (solo con gocce anestetiche) non richiede il bendaggio dell’occhio al termine della chirurgia.
È opportuno che chi si sottopone all’intervento sia accompagnato da qualcuno.
Al paziente vengono fornite la ricetta dei colliri, le istruzioni scritte per il decorso postoperatorio (regole e consigli), un copri occhio trasparente da apporre all’occhio durante le ore di sonno ed un numero di telefono per eventuali emergenze nelle ore notturne e nei fine settimana.
I controlli postoperatori di norma sono programmati dopo:

  • 1 giorno
  • 3 giorni
  • 1 settimana
  • 15 giorni
  • 1 mese

Come avviene il recupero visivo?

Nelle prime 24-48 ore dopo l’intervento la vista può essere annebbiata e si può percepire una visione rosa; ciò è dovuto alla dilatazione della pupilla e all’abbagliamento indotto dalla luce del microscopio operatorio.
Il recupero della funzione visiva può manifestarsi già dal giorno dopo l’intervento; talora sono tuttavia necessari alcuni giorni perché il recupero sia completo.
L’intervento di cataratta consente di riacquistare quella quota di vista compromessa dall’opacizzazione del cristallino. Il recupero visivo sarà quindi solo parziale qualora si associno alla cataratta altre patologie.

Quando si potranno modificare gli occhiali?

Gli eventuali occhiali vengono prescritti a distanza di 30 giorni dall’intervento, in quanto solo dopo tale intervallo di tempo si può considerare la vista sufficientemente stabile.

Quali precauzioni devono essere seguite?

L’assenza di punti di sutura rende l’occhio particolarmente delicato nei primi giorni postoperatori. È necessario pertanto:

  • Evitare qualunque trauma all’occhio operato
  • Evitare sforzi fisici elevati (per esempio sollevare pesi)
  • Evitare il contatto delle proprie mani con la parte del viso circostante l’occhio (le eventuali lacrime devono essere asciugate a livello dello zigomo, il viso non deve essere lavato per una settimana intorno all’occhio operato, ecc.)
  • Instillare i colliri seguendo scrupolosamente la prescrizione fornita dall’oculista
  • È opportuno dormire sul lato opposto dell’occhio operato
  • Durante la notte va applicato l’apposito copri occhio in plastica trasparente

Quali attività possono essere svolte?

Attività quali, guardare la televisione, leggere un libro, passeggiare per strada, cucinare, guidare l’auto, ecc… possono essere svolte regolarmente.

Quali tipi di lenti s’impiegano?

Le lenti intraoculari sono di materiale sintetico (acrilico idrofobico), altamente biocompatibili, il cui potere viene calcolato specificatamente per ogni singolo paziente.
Grazie all’uso delle più moderne strumentazioni si riesce infatti a calcolare con particolare precisione il potere del cristallino artificiale in modo tale da correggere anche i difetti di vista preesistenti come la miopia, l’ipermetropia, l’astigmatismo e la presbiopia.

È possibile correggere anche l’astigmatismo?

L’astigmatismo (irregolarità di curvatura della cornea) può essere corretto mediante l’utilizzo di lenti specifiche intraoculari dette lenti Toriche.
In alternativa si possono eseguire manualmente una o due incisioni con bisturi di diamante alla periferia della cornea.

È possibile vedere sia da lontano sia da vicino senza l’uso di occhiali dopo l’intervento di cataratta?

Le lenti intraoculari tradizionali generalmente impiegate nell’intervento di cataratta permettono soltanto la visione distinta degli oggetti o lontani o vicini senza occhiali.
Nel corso degli anni si sono sviluppate “lenti multifocali, bifocali e trifocali” che hanno la caratteristica di mettere a fuoco sia gli oggetti lontani, sia vicini, sia a distanza intermedia (computer, pianoforte, gioco delle carte ecc..).

In alternativa si possono utilizzare altre tecniche che permettono, mediante alcuni compromessi, di consentire la visione sia per lontano sia per vicino. Sono efficaci però solo in alcuni casi che vanno discussi approfonditamente con l’oculista per comprendere quelle più idonee allo stile di vita del paziente.
La tecnica più diffusa è quella nota come “monovisione” che consiste nel correggere un occhio in modo tale che veda bene da lontano e rendere l’altro occhio leggermente miope per vedere bene da vicino, soluzione particolarmente indicata negli occhi miopi.

In buona sostanza, qualsiasi tipo di lente intraoculare o di soluzione visiva prescelta necessita di una specifica personalizzazione da concordare fra medico e paziente a seconda delle esigenze personali del singolo soggetto e di fattibilità.
A tal proposito anche chi è già stato sottoposto in passato a chirurgia refrattiva potrà operarsi di cataratta con ottimi risultati.

Può tornare la cataratta una volta operata?

L’intervento di cataratta è definitivo.
Solo una ridotta percentuale di pazienti, a distanza di mesi o anni dall’intervento, sviluppa una condizione nota come cataratta secondaria. Questa è caratterizzata da una progressiva opacizzazione della capsula posteriore del cristallino naturale (vedi foto) che funge da supporto per la lente. La cataratta secondaria induce difficoltà visive che progressivamente aumentano e possono annullare i vantaggi del precedente intervento chirurgico.

Bisogna rioperarsi in caso di Cataratta secondaria?

No, il trattamento consiste in un rapido ed indolore trattamento laser (YAG laser) ambulatoriale, che permette di eliminare l’opacizzazione della capsula.
Il recupero visivo è rapido e completo.

Per qualsiasi informazione si prega di chiamare in ambulatorio negli orari di apertura

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